Le novità del nuovo sistema di classificazione degli alberghi italiani (e le perplessità degli albergatori)
Nel 1324 gli statuti dell’arte degli albergatori promulgati a Firenze obbligarono i locandieri della città ad esporre un’insegna di nella quale fosse raffigurata una piccola stella.
La stella, appunto: unità di misura diventata simbolo stesso dell’hotellerie, mantiene un ruolo determinante nella definizione della qualità delle strutture e dei loro servizi. Il problema è che questo parametro sta perdendo la sua credibilità. La causa principale è imputabile all’eccessiva frammentazione del sistema di attribuzione delle stelle, gestito regionalmente e poi demandato ai singoli comuni.
Il governo sta cercando di restituire autorevolezza alla tradizionale classificazione stellata, attraverso uno standard unico ormai noto a tutti gli operatori del settore. Si chiama “Italy stars & rating”. L’idea è senz’altro buona: assicurare ai turisti uno strumento immediato, attendibile e armonico. In questi mesi però alcune perplessità si sono insinuate tra gli operatori.
La prima riflessione riguarda i criteri di assegnazione delle stelle, che sono riferiti agli alberghi nuovi e a quelli in costruzione: ma come sarà possibile armonizzare anche quelli esistenti? Per gran parte di queste strutture ricettive sarà difficile, se non impossibile, adeguarsi ai nuovi standard, salvo i casi di ristrutturazione completa.
Poi c’è il rating, il sistema di valutazione su base volontaria complementare alla classificazione vera e propria, che misura il livello di comfort e di peculiarità dei servizi. I commenti arrivati dalle maggiori associazioni di categoria sono andati tutti nella stessa direzione: se parallelamente alla certificazione non si attivano gli organi di controllo (resta ancora da capire se qualcuno se ne occuperà e chi sarà), l’iniziativa sarà vanificata e di conseguenza la credibilità del made in Italy verrà meno.
Altro elemento di perplessità riguarda la redazione dei regolamenti attuativi: sembrerebbe infatti che alle Regioni sia lasciata la possibilità di derogare, almeno in parte, la normativa nazionale. In realtà è bene chiarire questo punto, in quanto la Gazzetta ufficiale specifica che l’adesione ai nuovi standard non è obbligatoria limitatamente ai requisiti strutturali e dimensionali.
Nel frattempo il Parlamento Europeo ha avviato l’iter legislativo che porterà all’adozione di criteri comuni nell’attribuzione delle stelle in tutti i Paesi della comunità. Inutile sottolineare la necessità della classificazione italiana di accordarsi con quella europea, pena il danneggiamento della destinazione Italia.
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venerdì 26 giugno 2009
giovedì 7 maggio 2009
Il ministero del turismo si fa entro questa settimana
Prima l'annuncio. Poi la marcia indietro, con il "Colle" che frena ammonendo che la nomina dei ministri spetta al presidente della Repubblica. Poi Letta precisa che di nomi non ne siano stati fatti, e che l'incontro con il capo dello Stato avverrà nel rispetto delle regole. Infine, durante la messa in onda della trasmissione "Porta a Porta" di lunedì scorso, l’inequivocabile annuncio di Berlusconi: “ Andrò da Giorgio Napolitano questa stessa settimana, perché credo che il turismo, che ora è sotto la presidenza del Consiglio, abbia bisogno di un ministero senza portafoglio con la stessa dignità degli altri ministeri, per impostare campagne in grado di attrarre tutti i nuovi benestanti del mondo". (clicca qui per maggiori dettagli)
Sembra ormai certo che la nomina sarà a favore di Michela Vittoria Brambilla che da sottosegretario alla presidenza del Consiglio passerà a dirigere il dicastero.Molti professionisti dell'ospitalità e riviste specializzate, in questi ultimi anni, hanno speso non poche parole nel tentativo di inquadrare i benefici che il nuovo ministero avrebbe apportato a tutto il comparto.Ritengo che l’aspetto più importante sia il riconoscimento, l’istituzionalizzazione del comparto trainante per la nostra economia; poter contare su un riferimento al vertice che coordini e promuova leggi e regolamenti necessari a rendere compatto un settore composto da oltre 1 milioni di singole economie.Quindi non solo promozione e sviluppo commerciale, ma anche sostegno e rispetto per le infinite tipicità di una terra che vanta un patrimonio artistico superiore a tutto il resto del mondo messo assieme, che sia in grado di rappresentarci degnamente nelle politiche comunitarie e di creare le necessarie interazioni con gli altri ministeri. Il settore alberghiero sarebbe tra i primi a poterne beneficiare, come dimostrano i dati delle presenze registrate dai nostri competitor, come la Spagna, che da tempo ha intuito l’importanza di un organismo preposto alla valorizzazione delle peculiarità del Paese, ottenendo dal parlamento europeo gli aiuti grazie ai quali è divenuta in pochi anni uno dei leader mondiali.Grandi aspettative quindi e una ventata di fresco ottimismo che spazza via l’aria stantia provocata dal ristagno dell’economia in questo periodo.
Paolo Caron
Sembra ormai certo che la nomina sarà a favore di Michela Vittoria Brambilla che da sottosegretario alla presidenza del Consiglio passerà a dirigere il dicastero.Molti professionisti dell'ospitalità e riviste specializzate, in questi ultimi anni, hanno speso non poche parole nel tentativo di inquadrare i benefici che il nuovo ministero avrebbe apportato a tutto il comparto.Ritengo che l’aspetto più importante sia il riconoscimento, l’istituzionalizzazione del comparto trainante per la nostra economia; poter contare su un riferimento al vertice che coordini e promuova leggi e regolamenti necessari a rendere compatto un settore composto da oltre 1 milioni di singole economie.Quindi non solo promozione e sviluppo commerciale, ma anche sostegno e rispetto per le infinite tipicità di una terra che vanta un patrimonio artistico superiore a tutto il resto del mondo messo assieme, che sia in grado di rappresentarci degnamente nelle politiche comunitarie e di creare le necessarie interazioni con gli altri ministeri. Il settore alberghiero sarebbe tra i primi a poterne beneficiare, come dimostrano i dati delle presenze registrate dai nostri competitor, come la Spagna, che da tempo ha intuito l’importanza di un organismo preposto alla valorizzazione delle peculiarità del Paese, ottenendo dal parlamento europeo gli aiuti grazie ai quali è divenuta in pochi anni uno dei leader mondiali.Grandi aspettative quindi e una ventata di fresco ottimismo che spazza via l’aria stantia provocata dal ristagno dell’economia in questo periodo.
Paolo Caron
martedì 14 aprile 2009
Il Salone del mobile, i prezzi degli alberghi e… la solita polemica.
Tutto è nato da una segnalazione di Cosmit, società organizzatrice del tanto atteso evento, che denunciava casi di innalzamento dei prezzi delle camere a dir poco miracolosi, dopo aver “beccato” un albergatore che, a quanto pare, aveva quintuplicato il prezzo delle camere. Il dubbio di Cosmit, in sintesi, è che qualcuno abbia esagerato nel ritoccare i prezzi al rialzo, violando così la legge. Da qui, l’annuncio dell’assessore provinciale al Turismo di una serie di controlli a tappeto. Vi proponiamo alcuni commenti espressi dalle parti in causa, purtroppo non esaustivi ma certamente degni di nota, che potrebbero tornare utili per formulare la giusta risposta agli Enti accusatori.
L’accusa
Carlo Guglielmi, presidente Cosmit
“È un atteggiamento controproducente per gli albergatori stessi. Chi arriva in città per affari, se viene trattato con tariffe corrette, è invogliato a tornare”. “Gli svantaggi si sentono in tutto il settore del turismo Italia. Si dà un’immagine sbagliata del nostro Paese. Alla fiere che ci sono all’estero, non si arriva ad una simile aberrazione”.
Marco Donzelli, presidente Codacons
“Una città come Milano non può permettersi una pratica commerciale di questo tipo. Vuol dire non porsi nell’ottica del commercio e del commerciante che se non trova un ambiente adeguato va altrove”.
La Provincia
Antonio Oliverio, assessore al Turismo della Provincia di Milano
"La polizia provinciale è stata attivata per controllare se gli albergatori abbiano modificato i prezzi concordati all’inizio dell’anno - annuncia -. A volte, in concomitanza con certi eventi, gli albergatori raddoppiano i prezzi e questo è un danno alla città. Questa volta non lo consentiremo a nessuno".
Gli albergatori
Dal canto loro, gli albergatori di Milano non sembrano temere le accuse.
“C’è un errore di fondo: non si tratta di aumenti, ma del prezzo pieno delle camere che in altre periodi dell’anno vengono scontate in base alla domanda e all’offerta - precisa il presidente Alberto Sangregorio, che con abilità rigira l’accusa: “Dobbiamo collaborare? Facciamolo: Nei periodi difficili, vitalizziamo la città”.
Cosa ne pensate?
L’accusa
Carlo Guglielmi, presidente Cosmit
“È un atteggiamento controproducente per gli albergatori stessi. Chi arriva in città per affari, se viene trattato con tariffe corrette, è invogliato a tornare”. “Gli svantaggi si sentono in tutto il settore del turismo Italia. Si dà un’immagine sbagliata del nostro Paese. Alla fiere che ci sono all’estero, non si arriva ad una simile aberrazione”.
Marco Donzelli, presidente Codacons
“Una città come Milano non può permettersi una pratica commerciale di questo tipo. Vuol dire non porsi nell’ottica del commercio e del commerciante che se non trova un ambiente adeguato va altrove”.
La Provincia
Antonio Oliverio, assessore al Turismo della Provincia di Milano
"La polizia provinciale è stata attivata per controllare se gli albergatori abbiano modificato i prezzi concordati all’inizio dell’anno - annuncia -. A volte, in concomitanza con certi eventi, gli albergatori raddoppiano i prezzi e questo è un danno alla città. Questa volta non lo consentiremo a nessuno".
Gli albergatori
Dal canto loro, gli albergatori di Milano non sembrano temere le accuse.
“C’è un errore di fondo: non si tratta di aumenti, ma del prezzo pieno delle camere che in altre periodi dell’anno vengono scontate in base alla domanda e all’offerta - precisa il presidente Alberto Sangregorio, che con abilità rigira l’accusa: “Dobbiamo collaborare? Facciamolo: Nei periodi difficili, vitalizziamo la città”.
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giovedì 13 novembre 2008
Sul perché di un nuovo blog
Anche HBConsortium avrà il suo blog. Abbiamo fatto una ricerca e abbiamo notato che di blog specializzati dedicati agli albergatori non ce n'è. Esistono blog apprezzabili, scritti da esperti e meno esperti, ma noi vogliamo fare qualcosa di più.
Vogliamo instaurare un dialogo con quanti gestiscono una struttura alberghiera, mettere in una scatola comune idee, problemi, soluzioni, novità....e vedere cosa ne esce.
Vogliamo dar vita ad un dibattito continuo, creare un punto di ritrovo, offrire una valvola di sfogo, costruire una piattaforma da cui partire per far sentire la voce degli albergatori.
Certo, adesso questo blog è tutto sottosopra, ma ci stiamo ancora lavorando. Nel frattempo vi rimandiamo al nostro portale: http://www.hbconsortium.com/
A presto!
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