martedì 14 aprile 2009

Il Salone del mobile, i prezzi degli alberghi e… la solita polemica.

Tutto è nato da una segnalazione di Cosmit, società organizzatrice del tanto atteso evento, che denunciava casi di innalzamento dei prezzi delle camere a dir poco miracolosi, dopo aver “beccato” un albergatore che, a quanto pare, aveva quintuplicato il prezzo delle camere. Il dubbio di Cosmit, in sintesi, è che qualcuno abbia esagerato nel ritoccare i prezzi al rialzo, violando così la legge. Da qui, l’annuncio dell’assessore provinciale al Turismo di una serie di controlli a tappeto. Vi proponiamo alcuni commenti espressi dalle parti in causa, purtroppo non esaustivi ma certamente degni di nota, che potrebbero tornare utili per formulare la giusta risposta agli Enti accusatori.

L’accusa
Carlo Guglielmi, presidente Cosmit
“È un atteggiamento controproducente per gli albergatori stessi. Chi arriva in città per affari, se viene trattato con tariffe corrette, è invogliato a tornare”. “Gli svantaggi si sentono in tutto il settore del turismo Italia. Si dà un’immagine sbagliata del nostro Paese. Alla fiere che ci sono all’estero, non si arriva ad una simile aberrazione”.

Marco Donzelli, presidente Codacons
“Una città come Milano non può permettersi una pratica commerciale di questo tipo. Vuol dire non porsi nell’ottica del commercio e del commerciante che se non trova un ambiente adeguato va altrove”.

La Provincia
Antonio Oliverio, assessore al Turismo della Provincia di Milano

"La polizia provinciale è stata attivata per controllare se gli albergatori abbiano modificato i prezzi concordati all’inizio dell’anno - annuncia -. A volte, in concomitanza con certi eventi, gli albergatori raddoppiano i prezzi e questo è un danno alla città. Questa volta non lo consentiremo a nessuno".

Gli albergatori
Dal canto loro, gli albergatori di Milano non sembrano temere le accuse.
“C’è un errore di fondo: non si tratta di aumenti, ma del prezzo pieno delle camere che in altre periodi dell’anno vengono scontate in base alla domanda e all’offerta - precisa il presidente Alberto Sangregorio, che con abilità rigira l’accusa: “Dobbiamo collaborare? Facciamolo: Nei periodi difficili, vitalizziamo la città”.

Cosa ne pensate?

4 commenti:

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  2. In merito all’innalzamento delle tariffe alberghiere, al quadruplicarsi o quintuplicarsi delle stesse, sono state dette solo falsità, mettendo così l’intero scomparto alberghiero milanese alla GOGNA mediatica, nazionale ed estera: La verità è che per soli 6 giorni, in occasione della Fiera del Mobile a Milano (alta stagione), le tariffe che tutti gli albergatori stanno cercando di applicare (tra l’altro con scarso successo a causa della crisi in atto) è la massima comunicata alla provincia di Milano. Pertanto, non c’è stato nessun aumento delle tariffe ,semmai, la vera anomalia che i media non riportano e nessuno dei nostri rappresentanti contestano è che durante i restanti 359 giorni dell’anno tutti gli albergatori di Milano applicano tariffe ridottissime che raggiungono anche un quinto della tariffa piena e la verità di tutto ciò è che a Milano prima degli anni 90 Mancavano circa 5000 posti stando alle richieste ricettive annue, dopo gli anni ‘90 in occasione dei mondiali di calcio a Milano, si sono costruiti 16.000 posti letto, quindi una eccedenza di posti letto pari a 11.000. Pertanto la crisi del settore alberghiero parte da lontano e sarà catastrofica per diversi piccoli albergatori di Milano con la costruzione dei 200 alberghi (40.000 posti in più) previsti per l’Expo 2015. Secondo il mio modesto parere, per il rilancio del settore alberghiero in crisi da un decennio, il Comune di Milano per un periodo di anni non dovrebbe rilasciare licenze alberghiere fino a colmare l’enorme divario tra richiesta e offerta.

    Distinti saluti
    Hotel Dorè
    Carlo Scapolatempore

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  3. I prezzi che gli alberghi possono praticare hanno dei massimi riportati nelle comunicazioni che nel mese di ottobre vengono inviate in provincia e che ogni cliente può trovare esposti nelle hall degli alberghi (a termine di legge).
    In pratica poi questi prezzi massimi sono praticati, nel caso della città di Milano ed in particolare nel mio albergo 2 o forse 3 giorni all’anno. Sono i giorni del salone del Mobile che è l’unico evento fieristico rimasto in grado non solo di riempire (ora non più su tutti i giorni) Milano città ma tutta la provincia e spesso ben oltre.
    Negli altri giorni dell’anno lo sconto praticato sul listino è spesso superiore al 50% per raggiungere vette del 75% durante i weekend ed i giorni festivi. Quale altro settore è in sconto permanente e su questi livelli?
    Ascoltando poi i clienti, non sono i prezzi degli alberghi ad scoraggiarli (dicono che succede così anche nelle altre grandi città e durante le più importanti manifestazioni) ma sono tutti gli altri costi, tangibili e non: l’affitto degli stand (a sentir loro tra i più elevati in assoluto), il costo del parcheggio in fiera, il tempo che si impiega a raggiungerla a causa del traffico (visto che le infrastrutture non sono ancora terminate e la fiera è si aperta con il salone del mobile del 2005), l’insufficienza della metropolitana e di altri mezzi pubblici e tanto altro ancora.
    Perché la stampa non sottolinea mai che a Milano durante i weekend si può spendere meno di 100€ per una camera in un albergo 4 stelle? In questo weekend pasquale ci sono tariffe anche a meno di 70€! Provate ad cercare un albergo 4 stelle in centro a Roma o Firenze a questa cifra.
    Spesso poi gli alberghi in occasione del salone del mobile aggiungono nel pacchetto anche servizi in altre occasioni non praticati come la navetta da e per la fiera.
    Purtroppo in Italia manca la capacità e la voglia di collaborare per competere: chi vuole davvero qualcosa cerca una strada, gli altri una scusa.
    grazie

    Maurizio Naro
    Four Points by Sheraton Milan Center

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  4. Non sono così ottimista quanto alcuni colleghi qui sopra. Il settore alberghiero in provincia di Milano non ha nessuna possibilità di ripresa. Dopo le centinaia di strutture ricettive sorte a fronte di un'attività presunta attorno all'indotto di Malpensa, rivelatasi con la crisi Alitalia, un bluff, altre centinaia di attività alberghiere sono nate a segiuto della nascita del polo fieristico a Rho-Pero, ed altre decine di centinaia sono in costruzione mentre vi scrivo in attesa dell'Expo 2015; tutte attività che faranno la fame, punto e basta. Fa specie riscontrare che oggi, chi ha milioni da investire, investa poi questi soldi in attività che basterebbe un po' di semplice marketing per capire che saranno destinate al fallimento. Per quanto riguarda i prezzi che lievitano in maniera consistente nel periodo della Fiera del mobile, non penso sia da stigmatizzare più di tanto, in quanto queste ruberie sono state dettate dalla legge del mercato che dice che a grande domanda corrisponde sempre un'offerta indecente; Ma tranquilliziamo i clienti, questo si è potuto fare fino al 2009, dal prossimo anno difatti, con un'otterta entro i primi dell'anno di 6000 posti letto in più, quell'albergatore che dovesse portare i prezzi ai massimi dichiarati all'Ente del Turismo, sicuramente rimmarrebbe con l'ottanta per cento delle stanze vuote. Altra cosa incredibile poi,e questo penso sia il guaio della categoria, è che oggi come oggi siamo arrivati a vedere in provincia di Milano alberghi di 5 stelle fare concorrenza al più umile degli affittacamere, o all'anziano proprietario di un bed and breakfast (Posso portare centinaia di esempi dove la doppia vine offerta da un cinque stelle a 60 euro.. e meno ancora in un quattro stelle...) Forse sarebbe bene ricordare agli albergatori tutti, che anche i prezzi praticati sotto i minimi dichiarati, sono soggetti ad essere fiscalmente perseguibili. Il Fatto poi che i comuni rilascino ancora licenze alberghiere non è assolutamente a mio avviso, da condannare, se esistono ancora dei martali che avendo chessò dieci milioni da investire decidano di farlo in questa attività e in questa provincia che tra non molti mesi richiederà al Governo lo stato di calamità, beh, ognuno è libero di gettare i suoi soldi dove meglio lo crede. E intanto queste attività pagano l'ICI, non accedono a prestiti decenti e rapportati al momentaneo struggimento categoriale, pagano una tassa sui rifiuti che non producono, e soprattutto pagano enti che non fanno assolutamente nulla per tirarli fuori dai guai, contrariamente a quello che dovrebbero unicamente fare.Un saluto a tutti gli albergatori di Legnano. Mala tempora currunt.

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