venerdì 26 giugno 2009

I turisti guardano le stelle

Le novità del nuovo sistema di classificazione degli alberghi italiani (e le perplessità degli albergatori)

Nel 1324 gli statuti dell’arte degli albergatori promulgati a Firenze obbligarono i locandieri della città ad esporre un’insegna di nella quale fosse raffigurata una piccola stella.

La stella, appunto: unità di misura diventata simbolo stesso dell’hotellerie, mantiene un ruolo determinante nella definizione della qualità delle strutture e dei loro servizi. Il problema è che questo parametro sta perdendo la sua credibilità. La causa principale è imputabile all’eccessiva frammentazione del sistema di attribuzione delle stelle, gestito regionalmente e poi demandato ai singoli comuni.

Il governo sta cercando di restituire autorevolezza alla tradizionale classificazione stellata, attraverso uno standard unico ormai noto a tutti gli operatori del settore. Si chiama “Italy stars & rating”. L’idea è senz’altro buona: assicurare ai turisti uno strumento immediato, attendibile e armonico. In questi mesi però alcune perplessità si sono insinuate tra gli operatori.

La prima riflessione riguarda i criteri di assegnazione delle stelle, che sono riferiti agli alberghi nuovi e a quelli in costruzione: ma come sarà possibile armonizzare anche quelli esistenti? Per gran parte di queste strutture ricettive sarà difficile, se non impossibile, adeguarsi ai nuovi standard, salvo i casi di ristrutturazione completa.

Poi c’è il rating, il sistema di valutazione su base volontaria complementare alla classificazione vera e propria, che misura il livello di comfort e di peculiarità dei servizi. I commenti arrivati dalle maggiori associazioni di categoria sono andati tutti nella stessa direzione: se parallelamente alla certificazione non si attivano gli organi di controllo (resta ancora da capire se qualcuno se ne occuperà e chi sarà), l’iniziativa sarà vanificata e di conseguenza la credibilità del made in Italy verrà meno.

Altro elemento di perplessità riguarda la redazione dei regolamenti attuativi: sembrerebbe infatti che alle Regioni sia lasciata la possibilità di derogare, almeno in parte, la normativa nazionale. In realtà è bene chiarire questo punto, in quanto la Gazzetta ufficiale specifica che l’adesione ai nuovi standard non è obbligatoria limitatamente ai requisiti strutturali e dimensionali.

Nel frattempo il Parlamento Europeo ha avviato l’iter legislativo che porterà all’adozione di criteri comuni nell’attribuzione delle stelle in tutti i Paesi della comunità. Inutile sottolineare la necessità della classificazione italiana di accordarsi con quella europea, pena il danneggiamento della destinazione Italia.

Cosa ne pensate?
Per pubblicare un post clicca su "n. commenti" o scrivi a info@hbconsortium.com
SONDAGGIO in alto a destra

1 commenti:

  1. Secondo il mio parere deve essere ideato un metodo uniforme in tutto il mondo.

    RispondiElimina

Scrivici la tua opinione...